La vendemmia 2021 volge al termine

L a v e n d e m m i a 2 0 2 1 v o l g e a l t e r m i n e

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Anche quest’anno la vendemmia volge al termine. La raccolta, si sa, anche metaforicamente è densa di significato: è la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, chiude la fase del duro lavoro in vigneto e da inizio al lavoro di tutta la squadra in cantina e fuori. Ad agosto è stata un’emozione vedere i primi mezzi agricoli arrivare in cantina con le uve: famiglie e addetti alla raccolta hanno partecipato al momento più impegnativo dell’anno.
Anche quest’anno la vendemmia volge al termine. La raccolta, si sa, anche metaforicamente è densa di significato: è la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, chiude la fase del duro lavoro in vigneto e da inizio al lavoro di tutta la squadra in cantina e fuori. Ad agosto è stata un’emozione vedere i primi mezzi agricoli arrivare in cantina con le uve: famiglie e addetti alla raccolta hanno partecipato al momento più impegnativo dell’anno.

I mesi precedenti alla vendemmia sono stati caratterizzati da eventi climatici inusuali e di portata eccezionale che hanno generato molta apprensione. Ma vediamo più nel dettaglio cosa è accaduto.

L’inverno scorso è stato generoso in termini di pioggia fino a marzo e ciò ha garantito uno sviluppo fenologico della vite regolare: infatti la fase di fioritura é iniziata nella norma. La primavera poi è stata particolarmente asciutta, da aprile in poi le piogge sono state quasi assenti in alcune zone.

La situazione climatica di inizio estate è stata regolare consentendo un’invaiatura abbastanza uniforme.

A metà agosto però i vigneti sono stati messi a dura prova, oltre che dalla scarsità idrica, anche dal caldo anomalo che per circa 10 giorni ha causato un forte stress idrico alle uve in molti vigneti, con notevoli differenze da zona a zona.
Nella seconda metà di agosto le temperature sono lentamente rientrate nella media stagionale e le piante sono rientrate dallo stato di stress.
Riguardo le date di inizio delle vendemmie, ogni anno registriamo degli anticipi nella maturazione delle uve che sono lo specchio di un cambiamento più grande nelle temperature che sta avvenendo nel mondo.

I viticoltori oggi si trovano a dover affrontare una grande sfida: una natura sempre più imprevedibile.

La prima varietà ad arrivare in cantina è stata il Pinot Grigio, vitigno che ogni anno per primo bussa alle porte delle cantine di Colomba Bianca. Successivamente sono state raccolte le uve per le basi spumante e cioè lo Chardonnay, il Grillo, il Nero d’Avola, il Lucido, il Nerello Mascalese e lo Zibibbo.
Le varietà che sono arrivate a seguire: lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, il Grillo, il Syrah, il Nero d’Avola, il Merlot. E ancora: il Grillo, lo Zibibbo, il Lucido e l’Insolia.
Le uve dei soci conferitori provengono da tutta la provincia di Trapani e oltre. I vigneti di Colomba Bianca si estendono a diverse altitudini: da pochi metri sul livello del mare fino ad altitudini che raggiungono i 600 metri d’altezza sul livello del mare

Le uve a bacca bianca che utilizziamo per i nostri progetti più importanti provengono principalmente dalle colline intorno ai paesi di Salemi e Vita, nella Valle del Belìce, e vengono conferite nello stabilimento Vitese. Questi vigneti si trovano ad altitudini la cui caratteristica è la forte escursione termica tra il giorno e la notte, che garantisce alle uve uno sviluppo polifenolico notevole che si tradurrà in aromaticità e freschezza nei vini che verranno prodotti.

Anche le uve nere provengono da tutta la provincia e oltre, e vengono conferite principalmente nella cantina di Tre Cupole. In particolare, per i nostri progetti più importanti, le uve nere vengono coltivate negli altopiani ad un’altitudine di 200-300 mt sul livello del mare.

Siamo già in grado di dire che la qualità di questa annata, la 2021, è molto soddisfacente; la curva aromatica di quest’anno è eccellente, grazie alle escursioni termiche, soprattutto quelle delle colline della Valle del Belìce.

Nonostante le alte temperature abbiano rappresentato una sfida importante, il lavoro dei nostri viticoltori è stato attento, soprattutto nei vigneti a conduzione biologica, e questo ha consentito alle piante di resistere nei momenti più impegnativi.

Dopo le difficoltà legate alla pandemia, riteniamo di poter ricominciare a guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più, grazie alla riapertura dei ristoranti e dell’intero comparto Horeca, grazie alla ripresa del turismo e la ripresa regolare dell’export.