Due ori per il Nero d’Avola di Colomba Bianca al Berliner Wein Trophy 2026

D u e o r i p e r i l N e r o d A v o l a d i C o l o m b a B i a n c a a l B e r l i n e r W e i n T r o p h y 2 0 2 6

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Colomba Bianca ha conquistato due medaglie d’oro al Berliner Wein Trophy 2026 con Vitese Nero d’Avola 2024 e Kore Nero d’Avola 2024. Entrambi i vini, ottenuti da uve biologiche certificate, valorizzano al meglio il vitigno simbolo della Sicilia. Un riconoscimento internazionale che conferma la qualità del lavoro in vigna e in cantina e il prestigio del Nero d’Avola nel mondo.
Colomba Bianca ha conquistato due medaglie d’oro al Berliner Wein Trophy 2026 con Vitese Nero d’Avola 2024 e Kore Nero d’Avola 2024. Entrambi i vini, ottenuti da uve biologiche certificate, valorizzano al meglio il vitigno simbolo della Sicilia. Un riconoscimento internazionale che conferma la qualità del lavoro in vigna e in cantina e il prestigio del Nero d’Avola nel mondo.

Il Berliner Wein Trophy 2026 ha confermato ciò che la Sicilia sa da secoli: il Nero d’Avola, quando viene trattato con il rispetto che merita, non ha nulla da dimostrare al resto del mondo. Due medaglie d’oro per Colomba Bianca al più grande concorso enologico internazionale, patrocinato dall’OIV e dall’UIOE, che dal 1° al 4 marzo 2026 ha visto sfidarsi a Berlino oltre 6.500 etichette provenienti da ogni angolo del pianeta.


A salire sul podio sono Vitese Nero d’Avola 2024 e Kore Nero d’Avola 2024, entrambi prodotti da uve biologiche certificate, entrambi espressione di un vitigno autoctono che Colomba Bianca coltiva e interpreta senza compromessi.
Vitese Nero d’Avola è un Nero d’Avola in purezza: raccolta manuale, agricoltura biologica certificata, e una cura in cantina che punta a portare nel bicchiere la forza espressiva della varietà senza sacrificarne la finezza dei tannini. Un vino riconoscibile, che non ha bisogno di essere spiegato.


Kore Nero d’Avola porta con sé un riferimento preciso: il nome richiama Kore, dea greca della fertilità, e il legame con le radici culturali che la viticoltura siciliana condivide con il mondo greco antico. Anche qui, uve biologiche e un territorio che fa la differenza prima ancora che si entri in cantina.


«Il Nero d’Avola è il vitigno che più di ogni altro racconta questa terra. Portarlo a Berlino e tornare con due ori non è una sorpresa,  è la conferma che il lavoro che facciamo in vigna, con la certificazione biologica e l’attenzione alla qualità, arriva intatto nel bicchiere di chi assaggiaLeonardo Taschetta, Presidente di Colomba Bianca.

Due etichette, una sola varietà, un risultato che a Berlino non è passato inosservato.